Mer, Apr 25, 2018

La passione al servizio dei clienti

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Consumo e servizio responsabile dell'alcol. Può essere il nostro migliore alleato o il peggior nemico.

Anche se la maggioranza delle persone fa uso molto responsabile dell'alcol, l'abuso di questo interessante prodotto,  per una piccola minoranza di individui, può causare danni fisici con rischi per la salute, indurre a compiere illegalità e provocare una condotta antisociale. Il barman professionista, nell'ambito del suo lavoro può svolgere un ruolo molto importante -e deve farlo- nel servizio e nella promozione intelligente dell'alcol. Dovrà conoscere bene anche le leggi che ne regolano il consumo per applicarle sul posto di lavoro.

L'alcol o etanolo è uno dei costituenti principali delle bevande alcoliche e ne caratterizza la tipologia. Il consumo riguarda il comportamento privato delle persone ma baristi e camerieri svolgono  un ruolo importante poiché con il loro comportamento possono influenzarne il consumo.

Non è indispensabile per l'uomo, apporta circa 7 calorie per grammo, poco meno dei grassi e quasi il doppio degli zuccheri. E' importante sapere quanto alcol c'è in una dose di bevanda servita al cliente, quanto è la dose accettabile di consumo giornaliero e altre nozioni.

L'alcol viene metabolizzato quasi interamente dal fegato e il nostro corpo può assimilarlo senza conseguenze solo se non si superano determinate quantità. La dose accettabile di consumo giornaliero è 0,6 grammi per Kg. di peso corporeo mentre il limite da non superare è di circa 1 grammo per  Kg. di peso corporeo.

Normalmente una persona di 70 Kg. può metabolizzare circa 6 grammi di alcol ogni ora, è quindi preferibile distribuire l'assunzione di alcol nel più largo tempo possibile.

L'abuso di alcol è pericoloso, l'ingestione di quantità considerevoli e continuative soprattutto a digiuno e magari bevande ad alta gradazione possono provocare: lesioni all'apparato digerente,  alterazioni  al sistema nervoso centrale (coordinamento dei movimenti, riflessi rallentati, disturbi visivi ecc.), disturbi della sessualità, creare fenomeni di dipendenza, aumentare il rischio di malattie gravi.

Foto bottiglie

E' invece indicato il consumo moderato come vino e birra che possono apportare benefici all'apparato digerente e cardiovascolare.

E' sconsigliabile assumere alcol a stomaco vuoto. Meglio subito prima dei pasti, durante o subito dopo.

Assolutamente da evitare nell'età evolutiva, gravidanza e allattamento, in età avanzata e per le donne è meglio in quantità minore dovuta alla più difficile metabolizzazione rispetto agli uomini.

Assolutamente da evitare quando si deve guidare o svolgere lavori difficili o pericolosi.

No alcol quando si assumono farmaci.

Calcolare l'alcol che serviamo.

Partendo dall'etichetta del prodotto che stiamo servendo otterremo le indicazioni di quante parti di alcol sono presenti in 100 parti di prodotto. Il grado alcolico indica la percentuale. Prendiamo ad esempio un bicchiere di vino : su 100 parti di prodotto ci sono 12 parti di alcol (grado alcolico). La quantità che servo è 100 millilitri. Quanto alcol è presente nel bicchiere?

La formula è: X= 12º x 100ml : 100          Il risultato è 12 millilitri

Per una dose di whisky sarebbe: X= 40ºx40 ml (la dose da servire): 100                                         Il risultato è  16 ml

Queste sono le quantità in volume ma dobbiamo conoscerne il peso perchè le sostanze assorbite dal corpo umano devono essere valutate in peso. Se l'alcol pesasse come l'acqua 100 millilitri peserebbero 100 grammi ma siccome è più leggero il suo volume deve essere moltiplicato per il suo peso specifico che è 0,79. Avremo così, per l'esempio del vino, 12 X 0,79 = 9,48 grammi che è il suo peso. Questa formula si deve applicare anche per calcolare l'alcolicità di un cocktail tenendo presente le proporzioni degli ingredienti che lo compongono. Queste sono indicazioni in linea generale che, un buon apprendista,deve conoscere. Non si sta giocando, e l'alcol nel nostro lavoro deve essere trattato con il dovuto rispetto. Secondo l'uso che ne facciamo, ripeto, può essere il nostro migliore alleato o diventare il peggior nemico.

 

 

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